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venerdì 23 ottobre 2009

XV CIO 14-18 ottobre 2009

La sezione anche quest'anno ha portato il suo contributo al CIO (Convegno Italiano di Ornitologia), che è appena terminato ed è stato tenuto a Sabaudia, partecipando nella sezione poster.
Il titolo del poster da noi presentato è “Progetto tyto alba - primi cinque anni di recupero avifauna in provincia di biella”, e gli autori sono, in ordine alfabetico, Baldassi Annamaria, Costa Stefano, Fiorino Cinzia e Ranghino Giuseppe. E’ possibile visionare il poster scaricandolo da qui.

Abbiamo così colto l'occasione per partecipare al convegno ed aggiornarci sulle tematiche proposte, prendendo parte a quasi tutti gli interventi. Al mattino si teneva un’unica sessione presso la sala Kufra dell’Hotel Kufra, mentre in tutti i pomeriggi si poteva scegliere tra due tematiche proposte, spostandosi alla sede del parco del Circeo tramite l’apposita navetta a disposizione.

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Giovedì 15 si è tenuta la “Sessione avifauna, cambiamenti climatici e disturbi antropogenici”, mentre al pomeriggio ci sono stati due workshop paralleli, uno rivolto alle “Specie aliene e problematiche”, l’altro sui “Cambiamenti storici dell’ornitofauna italiana”.
Venerdì mattina si è svolta la “Sessione conservazione, teoria e pratica”, nel pomeriggio invece le tematiche affrontate sono state “Avifauna, flora e vegetazione” da una parte, e “Monitoraggio rete natura 2000” dall’altra. Di seguito si sono svolte contemporaneamente la tavola rotonda: “Comunicare l’ornitologia”, e quella sull’“Avifauna urbana”. Al termine della giornata, è stato poi presentato l’atlante della migrazione degli uccelli in Italia in sessione plenaria presso la sala Kufra, un lavoro eccellente di cui autori e collaboratori possono certamente essere orgogliosi.
Infine sabato mattina si è tenuta la “Sessione ornitologia mediterranea”, mentre nel pomeriggio il workshop sulle “Tecnologia e software” nella sala Kufra, e quello sull’”Occhione” presso la sede del parco.

Agli organizzatori vanno i nostri più sentiti complimenti per aver scelto tematiche che hanno dato spunto a dibattiti e riflessioni, dedicando ampiamente spazio alla discussione degli interventi, nonché alla scelta anche di relatori giovani e nuovi volti.

domenica 13 settembre 2009

4 ottobre: presentazione libro e workshop

Nell’ambito del Progetto "Ottobre, Piovono libri. I luoghi della lettura", promosso dal Centro per il Libro in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia, abbiamo organizzato a Candelo, per Domenica 4 ottobre ore 10,00, presso la " Sala Affreschi" (Centro Socio Culturale Le Rosminiane, via Matteotti 48), la presentazione del libro “Gufi e Civette”, di M. Mastrorilli e C. Della Pietà .

Nel pomeriggio ci sarà uno Workshop teorico e pratico intitolato: Biologia ed Etologia del Succiacapre - Incontro con il fantasma della Baraggia (su prenotazione e a pagamento *)
Il programma è il seguente:
Ore 13.30 Inizio lavori:
- Introduzione generale sulla sistematica e sulla morfologia dei Caprimulgiformi e dei succiacapre europei - Il succiacapre: biologia ed etologia
- Il succiacapre in Italia e nel Biellese!
- In volo con Mister Caprimulgus! (scopriamo dove vive e come si può cercare sul campo il succiacapre)
Ore 19.00 Cena libera
Ore 20.15 Uscita notturna in cerca di civette!!!!

Per informazioni e/o iscrizioni scrivere o telefonare a: Stefano Costa (Lipu Biella) 3488566269 e-mail steocost@yahoo.it Il costo del Workshop pomeridiano è di 12 euro da versare sul C/C della Lipu n. 13664131 La ricevuta del versamento dovrà essere inviata via mail con i nominativi dei partecipanti entro il 30 settembre (con possibilità di proroga).

Scarica qui il depliant della giornata.

lunedì 26 gennaio 2009

Resoconto Convegno: "Nocivo sarai tu!", 17/01/09 a Vercelli

Sabato 17 gennaio si è svolto a Vercelli il convegno “Nocivo sarai tu!”, che aveva già visto una prima edizione nel 2001, sempre organizzata dalle associazioni di protezione animale e ambientale. Tale convegno è incentrato sull'approvazione di una delibera che per le associazioni ambientaliste è inappropriata: vediamone alcuni aspetti.

Apre gli interventi Rossana Vallino, che farà anche da moderatrice durante il pomeriggio, introducendo i vari interlocutori.
Il microfono viene poi passato a Gian Piero Godio, di Legambiente, che analizza la struttura e l’organizzazione del territorio vercellese. Ci indica un rapporto fra estensione della provincia di Vercelli e suoi abitanti, dal quale risultano esser presenti 12 mila metri quadri a testa. Per questo, gli animali selvatici hanno un impatto sulla singola persona non accentuato. Di questi 12 mila, in 2500 non si caccia, nei restanti 8500 la caccia è permessa. Inoltre, la provincia di Vercelli è molto sfruttata, soprattutto da un punto di vista agricolo, fintatto da avere residui fitosanitari nelle acque (campionamenti ISPRA) anche al di sopra dei limiti consentiti dalle leggi vigenti. Dal punto di vista della migrazione degli uccelli, la zona è un’importante crocevia per gli uccelli migratori, che spesso sostano nelle zone umide e risaie appena allagate.
Venendo al Piano faunistico venatorio (2009-2014), Godio ci ricorda come esso debba essere studiato e sottoposto a VAS, procedura che non è stata avviata, nonostante sia comunque stato approvato dal Consiglio provinciale di Vercelli il 30/06/08. Aggiunge anche che il testo di alcune schede delle specie sono contradditorie, e pertanto necessitano di esser modificate, facendo un’analisi incentrata sulla singola specie. Un esempio può essere quello della volpe, che è tipica di questi luoghi e quindi è normale che la popolazione sia folta, non necessariamente quindi la sua consistenza dev' essere vista come un sovrannumero.
Come faranno notare anche i relatori successivi, prima l’abbattimento affidato ai cacciatori era un’eccezione, mentre con tale protocollo, pare diventi una regola.
Va infatti ricordato che la legge italiana prevede il controllo numerico delle specie prima di tutto con l’utilizzo di metodi ecologici, in contraddizione con quanto previsto dalla delibera in oggetto.
Per quanto riguarda i danni economici che la regione ha dovuto rifondere, solo il 3% dei fondi a disposizione hanno toccato il vercellese, segno che non è una provincia dove gli animali provocano grossi danni. Simile discorso viene fatto per il numero degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, dove la nostra provincia è fanalino di coda nella lista delle provincie piemontesi.
Godio ci lascia con un interrogativo molto significativo: “Ma allora, perché?”

Successivamente prende la parola Roberto Piana, della Lega per l’Abolizione della Caccia, che ci ricorda come di frequente, chi fa gli studi, deve seguire quello che è l’orientamento economico-politico, poiché se non è allineato, rischia di non carriera. Ad esempio, cita come nel 1931 gli animali definiti nocivi potessero esser abbattuti in qualunque modo e luogo. Successivamente il termine nocivo viene rivisto, e poi ancora, nel 1992 abbiamo la legge 157, tutto’ora vigente, che implica prima di tutto l’utilizzo di metodi ecologici per diminuire il numero delle specie che interferiscono con le attività umane. In poche parole la legge c’è, ma spesso non viene applicata e non ci sono controlli sufficienti che inducano a farlo. Tornando a quanto dicono gli studiosi nel settore, Piana porta l’esempio dello scoiattolo rosso: i ricercatori di allora sentenziarono che era una specie nociva, pertanto si poteva abbattere senza vincoli. Oggi la situazione è ribaltata, e la specie è da proteggere.
Ci parla poi del cinghiale, che è stato diffuso anche in località dove non era presente, sempre con il benestare delle autorità e studi annessi.
Analizzando poi la situazione riguardante la nutria, ci spiega come in altri paesi si è alla fine estinta naturalmente. Tra queste nazioni c'è anche l'Irlanda, mentre in Gran Bretagna si è preferito scegliere le “maniere forti”, eradicando sì la specie, ma con uno spreco oltre tutto di risorse.
Il 3 aprile 2006 si è svolto il convegno “Fauna selvatica e attività antropiche: una convivenza possibile”, dal quale è emerso che è indispensabile formare del personale che possa affrontare queste nuove situazioni che si vanno a creare.

Il succesivo relatore è stato Marco Dinetti, della LIPU. Inizia facendo un excursus sull'area urbana, un'ecosistema mosaicizzato ed eterogeneo, con la presenza di specie esotiche ed ovviamente, edifici e persone. Ci spiega che non tutte le specie sono in grado di adattarsi alla vita urbana, mentre altre si spostano attivamente verso le città, si inurbano. Alcuni vantaggi che ne risultano sono lo sfuggire ai predatori, oppure d'inverno, il resistere alle basse temperature.
Tra le specie che si sono adattate alla “vita urbana”, le più conosciute sono il gabbiano reale, il merlo, la gazza, la cornacchia, la tortora dal collare.
Può anche succedere che sia l'area antropizzata che si espande, e quindi gli ambienti vengono inglobati nelle periferie, con situazioni relittuali, finchè sarà possibile.Tra questi animali, ci sono il saltimpalo, il beccamoschino, l'occhiocotto, il picchio muratore.
Dinetti si sofferma poi sulle specie ornitiche problematiche (urban bird pest), dicendoci che sono quegli uccelli che negli ultimi anni sono aumentati di densità, poiché si sono adattati alla città. In particolare si tratta del colombo di città, dello storno, del gabbiano reale.
Tali specie sono così definite poiché interferiscono in qualche modo con l'attività antropica, ad esempio con il trasporto aereo, con l'igiene pubblica, causando danni all'agricoltura o ai monumenti.
Si evince pertanto che occorre una strategia di gestione integrata, dove interagiscono e collaborano più attori: le pubbliche amministrazioni, i cittadini, gli ambientalisti,i tecnici, ecc..
Solo in tal modo si potrebbe trarre un miglioramento del rapporto uomo – animale.
Quali posson essere le cause che portano alla sovrappopolazione?L'unico modo per saperlo è studiandole caratteristiche della singola specie, analizzando la dinamica della popolazione e la capacità portante dell'ambiente.
Tra i sistemi utilizzati nelle città, per disperdere ad esempio i colombi, vi sono i dissuasori meccanici di appoggio, oppure i dissuasori eletttrostatici
Lo studio delle specie e delle interazioni con l'uomo dev'essere però costante e approfondito perchè si possano raggiungere risultati concreti, al contrario di quello che solitamente si tende a fare quando si affrontano problematiche dl genere, alla ricerca di sistemi speditivi e spesso solo nell'immediato, efficaci.

Il successivo intervento è stato curato da Giuseppe Ranghino, responsabile della sezione LIPU Biella-Vercelli: di poche parole, ha lasciato che le foto parlassero per lui, proiettando delle splendide immagini di volpi scattate in Valnontey, seguendo la crescita di due cuccioli fino allo stato adulto. La delibera approvata dalla provincia prevede di contenere la popolazione mandando i cani direttamente alle tane. Atro che foto di cuccioli di volpe...

Il successivo intervento è di Enrico Moriconi, veterinario e presidente AVDA, un'associazione che ha come scopo far crescere la conoscenza e sensibilizzando i veterinari nel loro rapporto con gli animali, cercando il giusto approccio nelle diverse occasioni che si presenteranno nella loro professione. Ci spiega che un amministratore tende ad attuare soluzioni che abbiano esito immediato, “a vista” per i cittadini.
Analizza poi una delle specie più discusse, il colombo, che anche se si pensa possa essere una specie cittadina, in realtà è considerata selvatica, e per questo spetta alla provincia occuparsene.
A livello sanitario, si riscontrano problemi legati alle zoonosi, cioè alle malattie che dagli animali possono esser trasmessi alle persone. Considerando però le milioni di malattie che l'uomo può prendere, le zoonosi sono solo una decina, e quindi non si capisce perchè incaponirsi tanto.
Probabilmente questo accade perchè sotto c'è l'idea che la soluzione sia eradicare gli animali che le portano nel nostro ambiente, così da eradicare anche le zoonosi.
Prendendo come esempio la malattia più conosciuta e chiamata in causa, la salmonella, bisogna prima di tutto sapere le caratteristiche della malattia stessa, che è ovunque diffusa. Noi possiamo prenderla tramite il cibo o da altre persone, e quindi l'incidenza dei colombi sui vari casi sarà certamente bassissima se non nulla. Eppure, nonostante ciò, il colombo è stato demonizzato.

Successivamente ha preso la parola Piero Belletti, di Pro Natura Piemonte.
Ci parla del cinghiale, un'altra specie problematica la cui presenza fa sempre discutere. Esso spesso è un ibrido tra il cinghiale nostrano e una sottospecie dell'est; uno dei pochi predatori in grado di nutrirsene è il lupo. Molte volte viene ricordato per i danni che causa, senza pensare che però la sua presenza è favorevole al bosco, poiché grufolando arieggia il terreno; inoltre elimina gli insetti fitofagi, a tutto vantaggio della vegetazione.
Più problamatico è invece il suo aproccio con le specie che nidificano al suolo, come ad esempio i galliformi alpini.
Ci spiega anche che la legge 70/1996 dice che è cacciabile dal 1/10 al 31/12 nelle Alpi e dal 1/11 al 31/1 in pianura, con possibilità di deroga motivata da esigenze di carattere ambientale.
Allo stato attuale esistono gli allevamenti di cinghiale con finalità alimentari, con la possibilità non remota che alcuni esemplari possano scappare o essere volontariamente e illegalmente immessi in natura. Infatti è certo che le immissioni clandestine continuino ad avvenire, in periodi spesso non casuali, come in primavera, con le colture appena seminate e conseguenti lamentele e nascita di conflitti.
Putroppo ci fa notare anche il boicottaggio delle iniziative di controllo numerico: nel parco della collina torinese sono stati distrutti i gabbioni che servivano a prelevare i cinghiali. Una volta riusciti a ripristinarli, si è visto che i risultati erano positivi.
Le continue deroghe inoltre fanno che sì che i cacciatori prediligano specie al di fuori del cinghiale durante il periodo di di caccia previsto dalla legge, consapevoli del fatto che la stagione verrà prorogata.
Soluzioni miracolose ovviamente non esistono, ma qualche iniziativa è comunque adottabile: si potrebbe vietare di allevarli per qualunque finalità, controllare e bonificare le zone dove ci sono rifiuti abbandonati, effettuare controlli più doviziosi sui danni che sono riferiti e dove possibile, proteggere le colture. Utile sarebbe anche ridurre l'interesse venatorio, permettendo la caccia solo ed esclusivamente durante il periodo stabilito dalla legge.

Infine il microfono passa all' Avv. Andrea Fenoglio, che esprime fin da subito il suo disappunto per la delibera che è stata approvata, che è la somma di delibere che vanno avanti da molto tempo.
Essa prevede l'annientamento di alcune specie al fine di eradicarle, indipendentemente da quello che dice la legge italiana, che prevede di l'utilizzo innanzi tutto di metodi ecologici, e come ultima risorsa le altre metodologie. La legge prevede inoltre che l'abbattimento sia fatto solo dopo il parere positivo dell'INFS, mentre la delibera fa valere un parere dell'istituto (oggi ISPRA) che è stato dato precedentemente, dandolo per valido fino al 2013. In pratica sul territorio non si intende fare monitoraggio, ma si passa direttamene all'abbattimento.

martedì 6 gennaio 2009

Convegno: "Nocivo sarai tu!", 17/01/09 a Vercelli

Sabato 17 Gennaio 2009 si terra a Vercelli il convegno "Nocivo sarai tu!", alla Sala S.O.M.S di via Borgogna 34, dalle ore 15.00 alle 18.30.

Il convegno nasce dal bisogno di dire NO allo sterminio di animali, previsto dal Protocollo tra Provincia e INFS.

Lunedì 30 giugno 2008 la Provincia di Vercelli ha deliberato l’approvazione di un Protocollo Tecnico con l’Istituto Nazionale Fauna Selvatica, valido fino al 2014, che prevede l’uccisione di volpi, nutrie, gazze, cinghiali, colombi, cormorani, cornacchie e minilepri.
A nostro parere, la gravità di questo atto riguarda sia la sua forma, sia il suo contenuto.
Sulla legittimità di molti dei suoi punti lasciamo la parola al Tribunale Amministrativo a cui abbiamo presentato ricorso.
Ecco invece alcune considerazioni da cui deriva la nostra contrarietà.

Riteniamo che un po’ di spazio vitale in questo mondo debbano averlo anche gli animali!
Secondo noi, le attività umane (tutte) sono sempre più invasive e lasciano ben poco spazio e risorse agli animali selvatici.
Guardiamoci attorno: la maggior parte del territorio o è costruito o è coltivato.
Ogni tanto però, per vari motivi e nonostante tutto, qualche specie ce la fa, e cresce.
A questo punto, quasi sempre, essa diventa una specie da combattere e, possibilmente, da eradicare.
Questi animali diventano troppi in relazione alle attività umane che invece non debbono avere alcun limite.
Poi ci sono le specie che non dovrebbero essere qui, ma che invece ci sono, e questo solamente per colpa dell’uomo che le ha portate (come ad esempio le nutrie una volta allevate per ricavarne la pelliccia di “castorino” o le minilepri immesse dai cacciatori), altre si moltiplicano perché non hanno predatori e i predatori non ci sono più sempre e solo a causa del tipo di sviluppo umano.
In questa situazione alcune attività umane possono subire dei danni perché gli animali si spostano, cercano cibo e spazio, in altra parole vivono.
Nella situazione attuale pensiamo che si possano semplicemente adottare alcuni accorgimenti per far sì che non ci siano troppi danni: non accettiamo che si ricorra sempre e solo ai metodi cruenti!
Anche la normativa prevede in questi casi l’applicazione di metodi ecologici e il ricorso alle uccisioni solo quando questi siano risultati inefficaci. Ma qualcuno ha mai provato seriamente a mettere in pratica questi metodi ecologici?
Oltretutto il Protocollo in questione non prevede come motivazione degli interventi solo i danni ad attività economiche (la difesa cioè di chi vede danneggiato il proprio lavoro e quindi il suo sostentamento), ma addirittura la difesa alle attività del tempo libero!
Infatti, i cormorani a chi danno fastidio? Ai pescatori. E le volpi, le cornacchie e le gazze? Ai cacciatori che non vogliono la loro concorrenza!
Alcuni degli interventi sono infatti espressamente previsti nelle zone di ripopolamento e cattura, le zone cioè dove devono crescere lepri, fagiani ecc. che poi vengono catturati per essere liberati nelle zone di caccia.
Alcuni dei metodi previsti inoltre sono particolarmente odiosi e crudeli.
Basti pensare che per le volpi si prevede la loro uccisione nel periodo riproduttivo e nella tana.
La Provincia cioè ha pianificato a tavolino che i cuccioli di volpe possano essere sbranati dai cani nella loro tana!

E infine: ma a chi toccherà eseguire questi interventi e quando? Praticamente gli interventi si eseguiranno tutto l’anno, si potrà intervenire dall’alba al tramonto e per alcune specie (nutrie, cinghiali, volpi) anche di notte.
Oltre al personale della Provincia potranno concorrervi un po’ tutti: la collaborazione di proprietari o conduttori dei fondi dell’area interessata agli abbattimenti è sempre prevista, i proprietari di terreni in cui si lamentano danni potranno sparare a nutrie e colombi, e, in prima fila ci saranno i cacciatori chiamati a “salvarci” da tanta calamità!

Interverranno:
G. Godio, Legambiente
R. Piana, Lega per l'Abolizione della Caccia
E. Moriconi, medico veterinario, Presidente AVDA
A. Fenoglio, avvocato
P. Belletti, Pro Natura Piemonte
M. Dinetti, LIPU


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domenica 19 ottobre 2008

Workshop sui rapaci notturni - Resoconto

Il 12 ottobre si è svolto il workshop: "Il mondo segreto dei rapaci nottuni del Piemonte", all'interno del Ricetto di Candelo.

Arriviamo in anticipo, in modo da preparare la sala e disporre tutte le sedie necessarie: abbiamo avuto infatti un buon numero di iscrizioni, il che ci porta a pensare di organizzare altri workshop per il futuro.

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Dopo la consueta registrazione dei partecipanti, il relatore Marco Mastrorilli ha presentato i suoi Libri "Notte da gufi" e "Non volare... nasconditi!". Ricordiamo infatti che la giornata è stata inserita nell'iniziativa "Ottobre piovono libri", promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali, la cui voglia di leggerli è cresciuta proseguendo nella giornata.


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Mastrorilli inizia introducendoci quelle che sono le dicerie su gufi e civette, visti in Italia come portatori di malasorte, che al contrario in altri paesi sono considerati portafortuna: in effetti, prima o poi tutti abbiamo regalato, o ricevuto, un gufetto, da tenere come soprammobile.

Scopriamo poi che in Italia abbiamo ben 10 specie di rapaci notturni, e di queste in Piemonte se ne trovano 9. Le caratteristiche che li accomunano sono diverse, tra cui occhi frontali, presenza di artigli, il becco adunco. Notevolmente sviluppata anche la loro vista, e il loro udito, grazie al quale possono sentire le prede muoversi.
Successivamente ci vengono proposti nelle slides i vari dischi facciali e si fa un’analisi della silhouette degli uccelli.

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Una volta visto il discorso in generale, Mastrorilli è passato a descrivere ciascuna specie con più dettaglio, esaminando la famiglia di appartenenza, il luogo adatto alla nidificazione, l’andamento numerico della specie e la dieta.

Ed è proprio dall’alimentazione che siamo ripartiti nel primo pomeriggio, dove ci viene introdotto lo studio delle borre, i resti indigeribili delle prede che vengono espulsi tramite rigurgito.

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L’analisi di esse permette quindi di risalire all’alimentazione, ma anche di risalire alla presenza di determinate specie di piccoli animali sul territorio di caccia del rapace. Ovviamente nelle borre non si trova tutto quello di cui l’animale si è nutrito, poiché potrebbero esserci parti molli completamente digerite, oppure resti di natura incomprensibile, ma comunque sono un mezzo di approccio immediato.

abalisi borre

analisi borre

Dopo aver “toccato con mano”, è proprio il caso di dirlo, usciamo tutti insieme e ci spostiamo nei dintorni del Ricetto, per capire quali siano i potenziali luoghi di nidificazione, discernendo da quelli che invece non lo saranno mai. Veniamo così anche introdotti al sistema del playback, che tramite la riproduzione del canto, permette di sapere se siano presenti o meno le specie in questione.

uscita candelo

Anche se può sembrare semplice e innocuo, è un sistema che va usato solo per studi scentifici e va attuato da personale qualificato, altrimenti si rischia soltanto di disturbare gli animali e metterne talvolta a repentaglio la vita.

partecipanti

Rientriamo nel Ricetto, e il relatore ci fa ascoltare i vari canti e ci insegna le varie differenze, che potremo poi riascoltare con più calma nel cd che ci lascerà.

Infine, dopo aver cenato, siamo andati alla ricerca qualche rapace, che non ha tardato a farsi sentire, come la civetta, e a farsi vedere, come l’allocco.

sabato 4 ottobre 2008

Workshop sua rapaci notturni:proroga iscrizione

Si avvisano tutti gli interessati che c'è ancora qualche posto per il workshop sui rapaci notturni che si terrà a Candelo il 21 settembre, pertanto la scadenza per l'iscrizione è prorogata.
Se vi siete dimenticati o avevate dei dobbi, forza, siete ancora in tempo, iscrivetevi!!!

Per informazioni contattare:

Stefano Costa - 3488566269 - steocost@yahoo.it

Qui maggiori dettagli sull'evento.

venerdì 5 settembre 2008

Workshop sui rapaci notturni - 12 ottobre 2008 - Candelo

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AGGIORNAMENTO DEL 4 OTTOBRE:
Si avvisano tutti gli interessati che c'è ancora qualche posto per il workshop sui rapaci notturni che si terrà a Candelo il 21 settembre, pertanto la scadenza per l'iscrizione è prorogata.
Se vi siete dimenticati o avevate dei dobbi, forza, siete ancora in tempo, iscrivetevi!!!




Eccoci tornati dopo la pausa estiva, con una splendida notizia: uno Workshop!!!

Ebbene si, l'infaticabile Stefano si è adoperato al fine di organizzare una giornata di cultura, studio e pratica, per dare a chiunque la possibilità immergersi nell'affascinante mondo dei rapaci notturni.

La giornata si aprirà con la presentazione dei libri scritti da Marco Mastrorilli, relatore dello workshop, “Notte da gufi” e “Non volare... nasconditi”.

Sottolineamo che la partecipazione alla mattinata è completamente gratuita, ed inserita all'interno dell'iniziativa “Ottobre Piovono Libri”, promossa dal Ministero per i Beni e le AttivitàCulturali , a cui il comune di Candelo, da sempre in prima linea quale promotore di manifestazioni culturali, ha operosamente aderito.

ottobre piovono libri

Il workshop prosegue nel pomeriggio dove, grazie all'analisi delle borre, si potrà approfondire quale sia la dieta dei rapaci notturni. Si continua con un'uscita in campo, per osservare i potenziali luoghi dove potremmo incontarli.

Ma non è finita!

Nel tardo pomeriggio si proseguirà con un'esaustiva guida al playback e all'osservazione notturna, detta owl watching. Dopo cena si potrà infine approfittare per andare ad osservare civette e quant'altro si riuscirà a sentire e scovare.

Ricordiamo che le iscrizioni sono aperte a chiunque, non sono necessarie particolari abilità o preconoscenze.

Di seguito il programma dettagliato. Click qui per scaricare la brochure.


Workshop

Teorico e pratico


Il mondo segreto dei rapaci notturni del Piemonte


Con il patrocinio di :


gic GIC – Gruppo Italiano Civette



Clipboard01Clipboard02 Comune di Candelo




Domenica 12 ottobre 2008

Candelo

Sala Cerimonie

(all’interno del Ricetto)


Relatore: Marco Mastrorilli (Gruppo Italiano Civette)

Ornitologo che da oltre 15 anni studia i rapaci notturni in Italia ed all’estero. Membro fondatore dell’ILOWG (International Working Group of Little Owl) e del Gruppo Italiano Civette (www.gruppoitalianocivette.it ). Autore di libri dedicati ai notturni (Notte da Gufi, La Civetta in Italia, …) e oltre 300 articoli (tra quelli divulgativi e quelli scientifici). Studia in particolare il Gufo di palude (www.flammeus.it ) e la Civetta. Autore di corsi, conferenze e mostre in tutta Italia.


Programma

Ore 10.00 Registrazione dei partecipanti con distribuzione di una dispensa.

Ore 10.20 Breve introduzione di Stefano Costa (Responsabile Progetto Strigiformi).

Ore 10.25 Saluto Autorità.

Ore 10.35 Presentazione libri: “Notte da Gufi” e “Non volare...nasconditi” di Marco Mastrorilli, nell’ambito dell’iniziativa Ottobre Piovono Libri promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Ore 12.00 Pausa pranzo

Ore 13.30 “ Indovina chi viene a cena? Le borre: alla scoperta dei sistemi trofici dei rapaci notturni” Lezione introduttiva pratica di apertura delle borre con analisi dei contenuti delle stesse ed anche introduzione alle tecniche per condurre uno studio sulla dieta dei rapaci.

Ore 15.00 “ Birdwatching e notturni!” escursione sul campo per scoprire insieme gli ambienti preferiti dai rapaci notturni del Piemonte

Ore 17.30 “ Le voci dei notturni italiani” Guida pratica all’Owl watching ed al metodo del playback

Ore 19.00 Cena libera

Ore 20.15 Uscita notturna in cerca di civette!!!!


Per informazioni ed iscrizioni scrivere o telefonare a :

Stefano Costa - 3488566269 - steocost@yahoo.it


Il costo dell’intera giornata è di 10 euro (pasti esclusi) da versare sul C/C postale n. 13664131 intestato a Lega Italiana Protezione Uccelli - Lipu

La ricevuta del versamento dovrà essere inviata via mail con i nominativi dei partecipanti entro il 5 ottobre (con possibilità di proroga).

Per informazioni sulla ristorazione vi rimandiamo alla pagina dedicata sul sito del comune di Candelo


domenica 13 luglio 2008

Le zone umide e il turismo

Una delegazione della sezione LIPU Biella - Vercelli ha partecipato all'incontro organizzato da Legambiente venerdì 11 luglio 2008 a Piverone. Il responsabile della sezione, Giuseppe Ranghino, ha inoltre contribuito attivamente alla serata esponendo un'interessante excursus sul lago di Viverone.
Ma andiamo con ordine.

Il sindaco di Viverone ha portato i saluti e i ringraziamenti dell'amministrazione, dopidichè ha preso la parola Vanda Bonardo, Pres. Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta, che ha anche fatto da moderatrice tra i vari interventi.
Al suono del motto "non si vive di solo mare", ha introdotto ai presenti l'iniziativa "Goletta dei laghi", che sulla scia della più conosciuta "Goletta verde", vuol responsabilizzare e informare i cittadini sulle tematiche legate alla balneabilità dei laghi, grazie ad un gruppo itinerante per tutta l'Italia .

Nel dettaglio del discorso, entra poi Katia Ledonne, Responsabile della campagna a livello nazionale. I progetto attualmente interviene attivamente in 7 regioni, laghi ed è alla sua terza edizione, con un trend di aumento degli specchi d'acqua campionati di anno in anno. Infatti il primo anno erano stati oggetto del piano 6 laghi, al secondo anno 20, e quest'anno 30. Si procede campionando dove l'acqua è profonda tra i 70 e 120 cm, prelevando a circa 30 cm sotto il pelo libero dell'acqua. I campioni vengono poi monitorati e analizzati secondo le metodiche indicate dalla normativa vigente. Si tratta di quindi un progetto con basi scientifiche, che però non vuole assolutamente sostituirsi al controllo effettuato da ARPA o ASL, ma affiancarsi ad esse, dando dei dati in più ed intervenendo poi direttamente sul territorio con degli stand, al fine di dare ai cittadini le informazioni necessarie per una corretta e sana fruizione del lago.



goletta dei laghi


La parola passa successivamente a Matteo Massara e Vietti Francesca, dell'ARPA.
Ci spiegano che l'ARPA gestisce la rete di monitoraggio regionale dei laghi naturali:
1-Avigliana Grande
2-Avigliana Piccolo
3-Candia
4- Orta
5-Maggiore
6-Sirio
7-Viverone
8-Mergozzo

Per quanto riguarda Viverone, il punto focale è stato invertire la tendenza al peggioramento dello stato delle acque. Si è proceduto calcolando il tempo di ricambio totale teorico delle acque, stimato di circa 35 anni. Tramite tale dato si è poi valutato il carico di fosforo ammissibile nel tempo. Grazie a questi dati, l'amministrazione e gli interessati del luogo sono intervenuti, portando così a migliorare le conndizioni del lago.
Nel 2004 infatti il lago non era balneabile, mentre ad oggi delle 8 stazioni dove vengono effettuate le analisi dellìARPA, 7 hanno dato esito positivo alla balneazione, con probabile possibilità che il prossimo anno tutte 8 siano affermative.

Il discorso si è poi allargato alla definizione di zone umide, per l'ARPA prevede l'adozione della Convenzione di Ramsar:

-Laghi, stagni, paludi

-Laghi alpini

-Torbiere

-Zone perifluviali

-Risorgive

-Fontanili

-Canali a lento corso


goletta dei laghi

L'interlocutore successivo è Giuseppe Ranghino: ci fa capire che l'area del Lago di Viverone è assolutamente eccezionale, poiché se così non fosse, non ci sarebbero così tanti vincoli che la interessano. E' infatti un SIC (sito di interesse comunitario), una ZPS (zona di protezione speciale), una IBA (important bird area). In esso svernano una trentina di uccelli acquatici, e tra esse ne troviamo alcune in declino a livello europeo (Spec 3) e presenti nell’allegato 1 della Direttiva “Uccelli”. Il lago, oltre che per l'avifauna, è importante anche per numerose specie di anfibi e invertebrati, E' anche incluso nella direttiva habitat, che ricordiamo ha come scopo contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali.

Il passo successivo, è stato l'elenco dei pericoli che il territorio del lago potrebbe correre nel caso prenda piede un turismo sciagurato: fuochi causati da mozziconi o grigliate improvvisate e rifiuti di vario genere. Esiste anche il reale timore che avvengano tagli di alberi in maniera non controllata, o la costruzione di opere che non seguano tutte le direttive che la normativa italiana ed europea impongono.


goletta dei laghi



Infine, vengono proiettati degli esempi di come si potrebbe fruire intelligentemente del lago, tutto l'anno e non solo nei mesi estivi, ad esempio con la costruzione di un edificio contenente laboratori didattici, osservatori, oppure con l'uso di webcam, che permettano agli utenti di osservare l'avifauna senza arrecarvi disturbo.

Dopo viene il turno di Francesca Galante, di Legambiente Piemonte Valle D'Aosta, che porta degli esempi di fruizione delle aree umide già attuate con successo in Italia. Ci fa notare come sia importante tenere conto sia degli aspetti naturalistici, che di quelli sociali, e di come ci siano numerose soluzioni per portare un turismo sostenibile: passeggiate, percorsi botanici, itinerari per mountain bike. Tra gli esempi, ricordiamo quello del Lago di Tovel, dove è stato applicato il concetto di mobilità sostenibile per raggiungere il lago stesso.

Segue poi la proiezione di un toccante video, realizzato da Cristina Fino, che propone il lago come al centro della vita, toccata in tutti i suoi aspetti: botanici, faunistici, ma anche nella pura e semplice contemplazione della sua bellezza. Sono immagini che chiunque dovrebbe vedere prima di accostarsi al lago, così da comprendere quanto delicati e talvolta impercettibili siano gli equilibri che lo legano, in modo da viverlo nel massimo del rispetto.

Il successivo intervento è tenuto dal Presidente della comunità collinare “Intorno al lago”. Fa presente come c'è un abbassamento del livello di istruzione, e che questa sarà una condizione sfavorevole per le nuove generazioni, che usciranno sconfitte dalle sfide che non riusciranno a vincere. Per questo è importante incentivare la cultura in ogni sua forma, ricordando che il lago di Viverone è il più vasto bacino lacustre presente entro il grande anfiteatro morenico di Ivrea, e che si è già iniziato a promuoverlo in un'ottica diversa, ad esempio con la realizzazione della gara di triathlonn che si è svolta a maggio.

Chiude la serata Maria Teresa Roli, della comunità collinare “Intorno al lago”. Propone di valorizzare al meglio l'area archeologica del Lago, attraverso uno studio di fattibilità che implichi sia la sostenibilità ambientale che economica. Sarebbero così state individuate 3 sedi dove convogliare il turismo e gli studenti, ad Azeglio, Piverone, Viverone. Si tratterebbe di 3 poli museali, da far riconoscere anche alla comunità europea per dar loro il massimo della credibilità e serietà fin da subito. Ci fa notare che sarebbe utile anche produrre una cartografia di cosa offrano i vari comuni, ponendo attenzione a tutti gli aspetti, geolicifi, ecologici, ecc.

Concludendo, posso dire che tutti gli interventi sono stati accumunati da alcuni aspetti, ovvero l'importanza di dare al cittadino tutte le informazioni di cui necessita, mettendogli a disposizione dei luoghi e delle brochure create ad hoc perchè possa essere un turista consapevole, permettendo così il rilancio del luogo anche al di fuori dei periodi classici di visita.

Un doveroso ringraziamento a Legambiente, che ha permesso il confronto e l'esposizione di tante idee, e per aver invitato la nostra sezione a prendere parte attivamente alla serata.

domenica 17 febbraio 2008

Incontri Insubrici: resoconto

Ci siamo trovati alle 7.15 a Santhià, per partire alla volta degli Incontri Insubrici di Ornitologia. Siamo in 4: io, Davide, Giuseppe e Annamaria. Il viaggio passa velocemente, chiaccherando tra noi e con il tom tom, che Beppe ha voluto parlasse tedesco Free Smiley Face Courtesy of www.FreeSmileys.org.

Arriviamo in perfetto orario, nello splendido hotel che fa da locations.

Ci registriamo e ci consegnano la cartellina e un bel po' di materiale interessante. Avremo da leggere per un bel po' nei prossimi giorni, ottimo inizio!

Alle 9 inizia il convegno: la prima parte vede la presentazione della regione insubrica e dei gruppi che hanno sede e lavorano in essa, successivamente si andrà nello specifico delle opere realizzate dai vari gruppi e nei progetti in via di sviluppo.

Quella che andrò ad esporre sotto non sarà una relazione dettagliata, ma solo un accenno puntuale alle presentazioni dei gruppi, con la speranza di incuriosirvi e portarvi a
contattare i responsabili di essi . Per quanto riguarda gli interventi esposti, troverete copia del programma a fine post.

Dopo un breve salutò delle autorità, prende la parola Giuseppe Bogliani, per il saluto i partecipanti. Le sue capacità oratorie sono indubbie, e riesce a catalizzare immediatamente l'attenzione:
" L'ornitologo ha un dovere morale: deve restituire qualcosa, sotto forma di informazione, competenza, ognuno nel proprio campo", e ancora: "C'è la necessità di coordinarsi, condiviere i risultati, scambiarsi informazioni. E' inutile tenere i propri dati per sè, portarseli nella tomba"

Condivido appieno!


Iniziano poi gli interventi:

Gianluca Danini
(Conservatore Civico Museo Insubrico di Storia Naturale di Induno Olona) - Inquadramento naturalistico della regione insubrica
Per regione insubrica si intende un territorio con confini labili, forse ben definito solo a nord, con la
faglia insubrica. I limiti geologici in parte ricalcano quelli del distretto botanio insubrico, che si estende dalla riva occidentale del lago di Garda, verso est.
Con regione insubrica si va ad intendere anche il Canton Ticino e la Valsesia. La regione era popolata dagli insubrici (oltre 400 anni a.C), che si concentravano attorno a laghi e fiumi. Si tratta quindi di un territorio accumunato dagli eventi geologici, sociali e dalle successive ripercussioni ambientali.


Fabio Saporetti
(GIO, Gruppo Insubrico di Ornitologia) -Il recente Atlante, le nuove attività e una proposta.
Il GIO nato nel '99, ha contribuito a censirenumerose specie, soprattutto nelle province del VCO e Varese. Tra i progetti in corso ha il censimento al playback della civetta in località antropizzate della provincia di Varese, un'indagine sulla rondine montana, una ricerca sulla passera mattugia. Da sottolineare è anche la collaborazione per "L'atlante ornitologico georeferenziato della provincia di Varese", un lavoro davvero notevole, di alto contributo per il lettore.

Roberto Lardelli
(Ficedula) - Ficedula, associazione per lo studio e la conservazione degli uccelli della Svizzera italiana: 25 anni di attività.
Il nome del gruppo prende spunto dalla
balia dal collare, che ha un'importante popolazione nidificante nella "svizzera italiana". Il gruppo, con ben 27 anni di attività alle spalle, può vantare ad oggi la bellezza di 500 soci. Nel '97 inizia il monitoraggio degli uccelli nidificanti diffusi, e ora sta preparando l' Atlante degli uccelli nidificanti del Canton Ticino, con dati presi dal 1990 al 2005
Importantissimo, ci segnala che nel 2007 è nato www.ornitho.ch, dal quale si può accedere ad un enorme database di osservazione e al quale si può partecipare attivamente. Visitatelo e contribuite!!!!



Marco Bandini
(Ente Parchi Lago Maggiore) -L’attività del Centro Studi sulle Migrazioni di Fondotoce.
Il centro lavora su un'insieme di aree protette: la riserva naturale di Fondo Toce, i Lagoni di Mercurago, la riserva Canneti di Dormelletto, la riserva naturale orientata di Bosco Solivo.
A Fondo Toce hanno adottato, per primi in Italia, una passerella galleggiante su cui mettere le reti. Da notare anche l'elevato numero di ricatture estere.


Enrico Bassi & Enrico Cairo
(Gruppo Ornitologico Bergamasco) Attività e progetti del Gruppo Ornitologico Bergamasco.
Il gruppo ha realizzato l'Atlante ornitologico degli uccelli di Bergamo, effettua ricerche sui rapaci e in particolare su aquila reale, biancone, gufo, civetta.
Hanno contribuito alla sensibilizzazione per l'inserimento di sagome anticollisione sui pannelli fonoassorbenti, con una riduzione del 70% delle morti causate dallo scontro di volatili con essi.

Piero Bonvicini
(CROS, Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta)- Passato, presente e futuro del CROS.
Nato nel '92, tra le altre iniziative,ha collaborato con la provincia di Lecco per realizzare un censimento degli uccelli svernanti. Per potersi scambiare dati e notizie, hanno creato appositamente un
gruppo yahoo e un blog

Massimiliano Biasioli
(Gruppo Naturalistico delle Groane) -L’attività del Gruppo Naturalistico delle Groane.
E' un gruppo recente, nato nel 2002. Nonstante normalmente il birdwatcher operi soprattutto in aree intatte e ricche, hanno scelto aree aggredite e urbanizzate, che non mancano di dare comunque soddisfazioni agli osservatori attenti. A prova di cio, attualmente stanno lavorando all'Atlante degli uccelli nidificanti e svernanti nel parco delle Gronane
.

Bassano Riboni (GROL
Gruppo Ricerche Ornitologiche Lodigiano) - Il GROL e l’attività di ricerca ornitologica nel territorio provinciale lodigiano.
Nato nel 2004, conta oggi 25 iscritti. Si pone come ebiettivi l'accrescimento della conoscenza in campo naturalistico e ornitologico. Dal 2005, si dedicano con particolare interesse, ad osservare le migrazioni dei rapaci nel lodigiano.

Arturo Gargioni & Pierandrea Brichetti
sito sono presenti alcune pubblicazioni, scaricabili gratuitamente.(GRA,Gruppo Ricerche Avifauna) -Presentazione e storia del GRA
Nasce nel '79, e da allora può vantare molte ricerche e pubblicazioni, come ad esempio l'Atlante degli uccelli nidificanti sulle Alpi italiane. Sul loro


Il primo intervento della parte sulla conservazione e gestione ambientale e a cura di Gianni Gottardi , del GOL, Gruppo Ornitologico Lombardo. Mi soffermo anche per esso solo per la presentazone del gruppo, che si propone di studiare studiare la natura e gli uccelli, organizzando numeroi eventi. Li potrete conoscere visitando il loro sito e blog .

Segnalo inoltre che nelle pause, si poteva osservare la galleria di foto esposte da obiettivo natura. Ecco il loro sito, con un'immenso archivio di spelendide foto tutte da scoprire.

Per il resto del programma ,vi rimando alla visione del depliant .

venerdì 15 febbraio 2008

Incontri Insubrici di Ornitologia - Varese

Vi segnaliamo una giornata di incontri "La ricerca ornitologica si incontra e si confronta" nella provicia di Varese.