Una pioggia di euro per "riqualificare" le sponde ancora incontaminate del lago di Viverone: sono almeno 5 i progetti, che prevederebbero pontili, passerelle, palafitte, per un ammontare complessivo di 842.000 euro, e che degraderebbero la sponda occidentale del Lago di Viverone, l'unica parte del lago dove ancora il cemento non aveva preso piede.
Ora i comuni rivieraschi di Borgo d'Ale, Azeglio e Viverone, in nome di una non meglio precisata azione di valorizzazione turistica dell'area, rischiano di compromettere anche questo angolo, l'ultimo tranquillo del lago, portando la navigazione a motore con battelli di linea anche qui, dove peraltro sarebbe vietata, costruendo una serie di pontili di attracco ed altre varie infrastrutture; l'intervento interesserebbe anche un insediamento palafitticolo, sottoposto a vincolo archeologico.
Questa porzione del lago è quanto rimane di una importante zona umida, area protetta qualificata come Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Salvaguardia Speciale, ai sensi delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE.
Alcuni interventi sono stati già realizzati, passando inosservati, altri sono stati bloccati sul nascere, molti incombono ancora minacciando l'integrità dell'ecosistema lacustre; gli atti con cui sono stati autorizzati gli interventi sono spesso lacunosi di alcuni passaggi fondamentali che, nel processo di Valutazione di Incidenza, prevedono la valutazione approfondita degli impatti sugli ecosistemi tutelati. La LIPU sta procedendo con una serie di atti, legali e di lobby, per fermare questo che, nel suo insieme, sarebbe il colpo di grazia ad un ambiente già fortemente antropizzato e compromesso.
Almeno fino a quando la Regione non si doterà di uno strumento di pianificazione e gestione per quest'area, che garantisca la tutela degli habitat prioritari e delle specie di uccelli qui nidificanti, la LIPU chiede che si sospenda qualunque tipo di intervento che non sia attentamente e seriamente valutato ai sensi delle direttive comunitarie.
Le possibili alternative per una vera qualificazione naturalistica e turistica dell'area, proposte dalla LIPU, sono già state presentate ai comuni interessati, senza alcun esito, almeno sinora. Questi interventi, spacciati per miglioramento ambientale, non fanno altro che compromettere gli ecosistemi, a favore di non si sa bene quali interessi, e di chi.










