Al Sindaco di Vercelli
Oggetto:
C'era una volta l'albero
Come
relazionato dall'agronomo, sono iniziate le operazioni di abbattimento di parecchi
imponenti alberi al Parco Kennedy a Vercelli.
La
decisione di attuare il piano di abbattimento è scaturita dopo che un albero tra
quelli indicati era caduto. Il suo tronco era completamente secco: ovvio che
prima o poi schiantasse.
In
città vi sono molti alberi secchi e mezzi morti caduti o comunque ancora lì, soffocati
dall'asfalto a testimoniare il modo becero di trattare il patrimonio arboreo.
E' la situazione di via Fam. Jona e via Cena.
Quando
l'apparato radicale è semiscomparso, la chioma incomincia a dare segni di
sofferenza, i rami iniziano a seccare, le foglie ad appassire e presto l'albero
cade.
Anche
al P. Kennedy c'è un'altra pianta che sta per collassare, esattamente lungo il
tratto che costeggia la ferrovia (la 16esima della fila) ma non è stata segnata,
forse perchè non era imponente o importante.
Non
si capisce fino a che punto sia da considerare lo stato di degrado degli alberi
segnati con la lettera A. Sono alberi monumentali. Per metterli in sicurezza
non occorre abbatterli, ci sono altri modi. Ad esempio, all'Isolabella anni fa
una tromba d'aria abbattè un albero molto grande e raro, che venne, raddrizzato
e messo in sicurezza con dei cavi. Ora dopo parecchio tempo, l'albero è ancora
li vivo e vegeto felicemente recuperato a dare lustro all'isola.
Non
si poteva mettere in sicurezza anche alcuni alberi secolari di Parco Kennedy
invece di sterminarli barbaramente? Forse perchè sono stati piantumati a metà
del XVIII secolo?
Essi
purtroppo devono subire le azioni devastanti dell'uomo.
Infatti,
non si mettono quasi mai a dimora gli alberi in zone dove possano ricevere
facilmente l'acqua alle radici, sovente soffocate dall'asfalto e dal cemento. E'
il caso dei 2 chioschi realizzati e incementati a ridosso degli alberi
monumentali di P. Kennedy da abbattere: i chioschi non si toccano perchè sono
storici e si preferisce abbattere i monumenti della natura.
Malgrado
tutto quello che hanno subito, molti alberi hanno ancora una bella chioma
rigogliosa.
La
seconda causa che porta la pianta alla rovina sono le potature fatte nel
passato e che tuttora si continuano a fare: non viene mai applicata la regola
che l'albero giusto al posto giusto non si pota mai, salvo piccoli interventi
d'emergenza.
Basta
guardare le pericolosità che si manifestano nei rami che sono stati potati,
specialmente nei platani dove sono lampanti le marcescenze formatesi a seguito
dei tagli che costringono a continuare a potare e a pagare profumatamente in
futuro per renderli meno pericolosi.
Anche
i pini a cui è stata tagliata la chioma sono morti in P. C. Battisti a
Vercelli.
Le
radici di molti alberi che soffocano nel cemento cercano di ribellarsi cercando
altri spazi per poter continuare a nutrire il fusto e la chioma, perciò creano
dissesti nel piano stradale.
Guardiamo
come vengono rispettati gli alberi oltre le Alpi (es. Coblenza) con una
mentalità molto diversa dalla nostra.
Forse
io non sono un agronomo e non comprendo come si possa rovinare un patrimonio
così importante.
Forse
non ci sono più automobili e fabbriche che rilasciano inquinanti e polveri
sottili, vengono usati prodotti naturali in agricoltura, con le nuove tecniche
sono scomparsi i tumori?
Sembra
che la gente non si accorga dell'importanza che hanno gli alberi e le siepi.
Un
viale maestoso come il Viale Rimembranza è una barriera che protegge i polmoni
sia di un modesto cittadino che di un grande politico, perchè l'aria tutti la
respirano e tutti possono ammalarsi.
Forse
io proteggo gli uccelli e non posso comprendere quello che oggi viene chiamato
progresso.
Il delegato LIPU
Giuseppe Ranghino
Giuseppe Ranghino

